Una panchina rossa contro la violenza sulle donne

Ogg, mercoledì 25 novembre, si celebra la giornata mondiale contro la violenza sulle donne.
Per l’occasione il Comune di Livorno installerà simbolicamente una targa ad una panchina dipinta di rosso al parco delle Terme del Corallo. 
La breve cerimonia è prevista per le ore 15 alla presenza del sindaco Luca Salvetti e della vicesindaca Libera Camici.

Qusta sera inoltre il Palazzo Comunale verrà illuminato di arancio, un altro dei colori internazionalmente riconosciuti come simbolo per mantenere viva la memoria sulle troppe donne vittime, affinché possano diventare sempre meno.  Di arancio si colorerà anche il Gazebo della Terrazza Mascagni, per iniziativa del Soroptimist Club di Livorno sempre in collaborazione con il Comune.
L’Amministrazione comunale fa proprio inoltre l’appello che anche quest’anno lancia il Centro Antiviolenza Ippogrifo APS che ha sede al Centro Donna del Comune di Livorno: “Basta rosa in cronaca nera”.

A seguire un rapporto sugli interventi svolti nell’ultimo anno dal Centro Antiviolenza Ippogrifo.

Il Centro Antiviolenza (CAV) è considerato servizio essenziale in quanto strumentale al diritto della donna anche dal punto di vista della salute. Nella prima fase della pandemia (lockdown 4 marzo-29 maggio 2020) il CAV è rimasto chiuso ma non ha interrotto il servizio. Le operatrici hanno affrontato da remoto “l’emergenza nell’emergenza sanitaria”. In questo periodo è stato riscontrato un calo di richieste di aiuto, come se le donne avessero abbassato con il loro silenzio il livello del conflitto con il partner maltrattante. Quando la convivenza forzata ha ulteriormente aggravato le situazioni di violenza, le donne hanno saputo trovare “voce” per parlare. 
Il CAV, con l’attivazione della modalità da remoto per rispondere all’emergenza, non ha mai lasciato sole le donne e ha garantito la continuità del servizio, attivo 24 ore su 24 con il numero di emergenza 320 9624006, anche in collegamento con il numero nazionale del 1522. Attraverso il trasferimento di chiamata, le donne hanno potuto confrontarsi con psicologhe e avvocate, denunciare situazioni di disagio e trovare risposte adeguate.