STALLO, NON SOLO BLU. CONFESERCENTI E CONFCOMMERCIO INCONTRANO LA STAMPA PER UNA RIFLESSIONE SUI RAPPORTI CON L’AMMINISTRAZIONE COMUNALE

Rischio desertificazione e insoddisfazione degli imprenditori. “La mancata concertazione con le categorie genera mostri”.

“In un momento di particolare difficoltà della città è necessario per le nostre associazioni di categoria attirare l’attenzione sulle distorsioni di una politica che non ascolta le imprese. Ribadiamo la necessità di più coesione tra politica e forze economiche, in modo da uscire dal clima di depressione e riuscire ad affrontare con serenità un progetto chiaro e condiviso per il bene dei residenti e degli imprenditori”.
Presso la sede di Confesercenti le due associazioni di categoria rappresentative di commercio, turismo e servizi hanno fatto il punto, a un anno dalle elezioni, sui rapporti con l’amministrazione comunale.
“Al tempo dell’approvazione della variante urbanistica necessaria per permettere ad Esselunga di trasformare l’area ex Fiat nell’ennesimo supermercato in città, avevamo chiesto che gli oneri di urbanizzazione fossero investiti in azioni positive per il centro. Tra questi sarebbe stato senz’altro adeguato un parcheggio agevolato che restituisse competitività al commercio di vicinato e alle piccole attività di Livorno. E invece abbiamo avuto un nuovo piano della sosta che avrà irrimediabilmente ripercussioni disastrose sul commercio cittadino, ovvero una ulteriore contrazione dei consumi in ogni settore già fortemente in crisi”.
“I commercianti sono stanchi e demoralizzati. Le tariffe praticate a livello locale per la TARI sono tra le più costose a livello nazionale, e incidono in modo sempre maggiore sui costi e conseguentemente sui bilanci aziendali. Si ripercuotono inevitabilmente anche sui costi dell’offerta turistica, e rischiano di far perdere competitività al territorio. Sappiamo bene che fino al 2021 non sarà possibile avere una riduzione consistente in quanto è in atto il concordato di Aamps, con il riparto dei debiti pregressi e insoluti su tutti gli utenti paganti. Ma in questa situazione ci saremmo aspettati dall’amministrazione un atteggiamento costruttivo rispetto agli altri nodi cruciali per la vivibilità e fruibilità di città e impresa.
“Il problema più grosso è che noi associazioni apprendiamo dalla stampa o dai social le decisioni dell’amministrazione. Ci chiediamo quindi se dobbiamo annunciare la fine della concertazione, decretata di fatto dall’atteggiamento del Comune. La politica convoca incontri con imprenditori cittadini sparsi ed evita proprio gli organismi che rappresentano quegli imprenditori. Vuole delegittimarci?”.
A pochi giorni dalle politiche di marzo delle elezioni esponenti autorevoli del Movimento 5 stelle hanno ribadito il riconoscimento alle associazioni di categorie come canale fondamentale di dialogo con le imprese. Ma le parole non bastano.
Riunioni alla spicciolata, sperimentazioni sulla viabilità senza concertazione, protocolli di intesa con singoli Centri Commerciali Naturali rinvio all’infinito dei protocolli di coordinamento con le associazioni di categoria. Il tutto all’insegna della disarticolazione dei provvedimenti e della disintermediazione delle consultazioni.
Come Confcommercio e Confesercenti siamo consapevoli dell’importanza del nostro ruolo di tutela e rappresentanza per le migliaia di imprese del territorio, imprese che sostengono persone, famiglie, occupati. Persone che quotidianamente salgono le scale delle nostre sedi e ci chiedono conto delle scelte politiche, delle decisioni delle amministrazioni locali, regionali, nazionali, scelte che incidono immediatamente sulla nostra economia e sul nostro quotidiano. Sono persone preoccupate ma ancora fiduciose nella possibilità di un dialogo con sindaco, assessori, funzionari.
Per questo samo sempre stati e saremo in futuro ben lieti di dialogare e confrontarci, ma sulla vicenda degli stalli blu gli incontri con l’assessore non hanno mai avuto il carattere della sistematicità, piuttosto sono state azioni spot e non tappe di un percorso ben delineato.
Troppo spesso si tende a misconoscere la funzione dei corpi intermedi, per dare la parola e la possibilità di decidere su questioni fondamentali a piazze, quartieri, comitati, singoli imprenditori, a organismi o persone che meglio di altri si mettono in mostra, che gridano più forte, spesso amplificati da media in cerca di notizia o da social network che non fanno differenza tra livelli di competenza.

Nell’illusione di fare il bene dei piccoli, nell’abbaglio di una consultazione aperta a tutti, di una democrazia diretta e dal basso si rischia di trasformare l’effettiva ricchezza che questi gruppi o singoli possono rappresentare in un pulviscolo di interessi particolari, in un vociare indistinto che rivendica micro vantaggi individuali: la potatura degli alberi in una strada, un mercatino dirottato in una piazza piuttosto che in un’altra, un marciapede più lustro, una decorazione natalizia più lucente. Il rischio è il clientelismo.

Oggi chiediamo di prestare orecchio alle richieste articolate delle imprenditrici e degli imprenditori che ogni giorno affrontano un mestiere difficile e totalizzante, e che si affidano alle associazioni di categoria per stare vicino alle istituzioni affinché stabiliscano regole giuste e sensate, regole condivise e prese in un’ottica ampia che non si limiti a un qualche orticello.

E’ attraverso il rapporto che costruiamo insieme che raccoglieremo buoni frutti, sempre nel rispetto dei ruoli diversi e di diversi interessi (spesso contrapposti ma sempre nella disponibilità del confronto). E’ attraverso l’efficacia della concertazione che fortificheremo la coesione sociale.
(Comunicato Confcommercio)

Un pensiero riguardo “STALLO, NON SOLO BLU. CONFESERCENTI E CONFCOMMERCIO INCONTRANO LA STAMPA PER UNA RIFLESSIONE SUI RAPPORTI CON L’AMMINISTRAZIONE COMUNALE

  • 19 aprile 2018 in 12:34
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    Permesso ai lavoratori di ogni sorta , permesso alle mamme, permesso ai medici, ai rappresentanti, ai commercianti, .permessi a tutti. Alla fine chi pagherà la sosta saranno i residenti che, non trovando più posti negli stalli blu a loro dedicati, dovranno a malincuore pagare la sosta ogni giorno negli altri stalli blu limitrofi. Alla faccia che gli stalli blu son fatti per avvantaggiare i residenti. best custom essay

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