Sabato 22 settembre – Quartiere Stazione (Cortile via Badaloni angolo via Bengasi) ore 19 – “Scenari di quartiere”

MICHELE CRESTACCI con “CAPRONI”
Inizio spettacoli ore 19 – Ingresso libero
Attenzione: in caso di maltempo lo spettacolo si terrà alla stessa ora presso la Sala della Canaviglia in Fortezza Vecchia (ingresso Porto di Livorno – Calata Sgarallino)

CAPRONI
di Alessandro Brucioni / Michele Crestacci
regia Alessandro Brucioni
con Michele Crestacci
+ un ospite inatteso

Lavorare su Giorgio Caproni significa per noi, lavorare sulla “memoria” e sul senso della poesia. Memoria di una città che nel tempo si è perduta. Sul sentirsi smarriti in un’epoca di continui cambiamenti. Sentirsi un po’ come succedeva ai piccioni di Caproni, soli sul Voltone. È la sensazione di una infanzia che va scomparendo e di un tentativo di recuperarla. Come lo stesso desiderio di una partenza senza ritorno, eppure il ritorno proprio nei momenti più intensi di una vita ci inganna continuamente riportandoci all’inizio, all’infanzia, al vento che ci ha nutrito. E se per noi ora la partenza è un continuo ritorno, per Caproni ci sembra che il ritorno sia il percorso verso un ritorno esposto al bianco odore cadaverico del vento…
Nient’altro. Nemmeno lo sconforto
Il vento e nient’altro. Un vento
Spopolato. Quel vento, là dove agostinianamente
più non cade tempo
E sono le poesie dove Livorno viene fuori in controluce: bianca e nerastra con il suo vento spopolato, con il suo incanto di una infanzia adulta perduta irrimediabilmente. Il ritorno a Livorno coincide con il ritorno all’infanzia e all’innocenza sotto il segno di uno sguardo adulto che ben conosce senza saper dire il seme del suo morire.
Sapevo che col giorno
Sarei tornato a Livorno
Sapevo che avrei trovato
Pioggia e vento al mercato,
e che (tra pesci e verdura,
e odore d’acqua e d’aria sfatta) un bambino
di nuovo sarebbe corso
Lo spettacolo Caproni racconta con uno stile comico la storia e le passioni del poeta Giorgio Caproni, ricostruisce un intenso ritratto dell’uomo e del poeta. Uno sguardo ironico e amaro sulla Provincia e sull’essere provinciali. Una città solare e bella, conservatrice, ostile al rinnovamento e irragionevolmente orgogliosa delle proprie debolezze. Una città isolata e ridicolmente poeticamente contesa tra volgari squarci di brutale ignoranza e liriche e sante apparizioni di trascendente purezza poetica. Dalla nascita alla tragedia bellica, dalla resistenza al boom economico fino alla morte. La storia di Caproni è la storia di un partire e di un continuo tornare e la storia anche di una città bombardata che immersa nell’oblio di un libeccioso vento marino ha lasciato dietro di sé oscuri e sperduti silenzi che raccontano sobriamente, senza esaltarlo e senza soffrirlo, un disagio di esistere. C’è un amore calmo nella poesia di Caproni e c’è un sereno dolore nella sua storia

Alessandro Brucioni
Produzione mo-wan teatro – Premio Ciampi
in co-produzione con Nuovo Teatro delle Commedie

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