Piano della sosta. Confcommercio in difesa di tutte le attivita’ che fanno consegna a domicilio

“Leggiamo con grande piacere che l’amministrazione sta vagliando l’opportunità di facilitare falegnami, caldaisti, carpentieri, idraulici, e muratori. Gli artigiani hanno sicuramente necessità di stazionare in centro senza spendere cifre astronomiche. Eppure ci stupiamo di non vedere nella lista anche le categorie del commercio, le cui difficoltà nella movimentazione merci e nella consegna a domicilio è stata rimarcata e ribadita da Confcommercio attraverso diversi canali”.

Alessio Cararresi, presidente provinciale di Confcommercio Livorno, ricorda che sono mesi che spiega all’amministrazione che le attività commerciali toccate dal nuovo piano della sosta saranno enormemente penalizzate.

“Oggi abbiamo scritto nuovamente a Vece e Nogarin ricalcando passo per passo quanto affermato più volte: molte attività del centro e di gran parte dell’area cittadina sopravvivono alla crisi e alla concorrenza dei centri commerciali grazie alle consegne gratuite a domicilio, anche e soprattutto per la consegna di merci ingombranti e pesanti. In zsc e ztl queste categorie economiche avranno esclusivamente l’accesso e il transito, mentre dovranno pagare per la sosta che verrà a gravare l’enormità di 4800 euro all’anno”.

“La consegna a domicilio è una risorsa non solo per il commerciante che cerca di restare competitivo, ma anche per i cittadini che decidono di non prendere l’auto per fare la spesa. Se io vado da 10 clienti per una consegna sposto un mezzo, se 10 clienti vengono da me spostano fino a 10 mezzi, creando più traffico, più smog, più rumore”.

“Inoltre – conclude Carraresi – se i costi per le imprese diventano ancora più alti si andrà incontro a una triste selezione naturale in cui i già tartassati piccoli esercenti saranno costretti ad abbandonare il centro.Vogliamo togliere ai negozianti livornesi questo piccolo ma efficace strumento di competitività e orientare l’utenza verso la grande distribuzione organizzata?”

“A costo di sembrare ripetitivo – conclude Carraresi – sottolineo ancora una volta che per i clienti di età avanzata o per chi è debole nella deambulazione, i servizi commerciali possono rappresentare un servizio sociale”.

Fonte: CONCOMMERCIO

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