Francesco de Larderel, un nobile Livornese

Francesco Giacomo de Larderel (il “de” fu aggiunto quando ottenne il titolo nobiliare) nacque a Vienne in Francia nel 1789. Trasferitosi a Livorno in età napoleonica, è descritto negli almanacchi del 1814 come “chincagliere”.

Larderello

Uomo di inventiva non indifferente, realizzò una tecnica per far evaporare l’acqua dei lagoni e ricavare l’acido borico  nella zona di Larderello nei pressi di Pomarance.

Il granduca Leopoldo II riconobbe l’opera svolta in campo industriale da parte di Francesco e lo nominò conte di Montecerboli oltre a imporre il nome di Larderello alla fabbrica. L’avvenimento è ricordato da una colonna nella piazza centrale del paese,  sulla quale spicca il busto del granduca Leopoldo II.

Francesco de Larderel a Livorno

Palazzo de Larderel, facciata

La costruzione in città di un sontuoso palazzo che fu terminato nel 1832 e costato 70.000 lire, gli aprì le porte del notabilato cittadino: la sua residenza divenne un centro della vita sociale e mondana della città.

Il palazzo, elegantemente arredato era arricchito da una collezione d’arte antica e moderna, e divenne  simbolo di un’aristocrazia borghese in cui si intrecciavano potere economico e status sociale.

Franceso viaggiò molto per stringere contatti con industriali e scienziati europei e  investì nella ricerca.

Nella nascente industria chimica il borace veniva allora utilizzato come componente nella

Palazzo de Larderel, La Gran Galleria

produzione di diffusi generi di consumo come i vetri colorati, gli strumenti ottici, le stoviglie in ferro smaltato e di ceramica che, attraverso specifici trattamenti, acquistavano la durezza e la brillantezza della porcellana.

Francesco sposò la cugina Marie-Pauline Morand, donna bella ed intelligente, dalla quale ebbe otto figli.

Palazzo de Larderel, Lo scalone d’onore

Il figlio Federico de Lardarel fu sindaco di Livorno e senatore, mentre il figlio Adriano, che si era laureato a Parigi, fu l’inventore di un particolare tipo di caldaie d’evaporazione chiamate caldaie adriane; una delle nipoti, Bianca Enrichetta de

Lardarel sposò il figlio di Vittorio Emanuele II di Savoia.

Francesco morì nel 1858 e le sue spoglie si trovano a Livorno nella bellissima cappella di famiglia situata nel cimitero della chiesa di San Matteo.

Cappella de Larderel

La famiglia de Larderel non è nota solo per gli stabilimenti di Larderello, tutt’oggi funzionanti, ma anche per ciò che ha fatto durante la propria esistenza aiutando poveri, bambini e prodigandosi nella realizzazione di asili e scuole.

 

 

 

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